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Il mercato italiano dei droni vale 100 milioni

Il fatturato delle aziende italiane nel settore professionale dei droni è stimato in 100 milioni di euro nel 2018. Tra produttori di beni e fornitori di servizi, le aziende sono circa 700, meno dell’1% del tessuto industriale del Paese, il 55% ha sede nel nord Italia e il 77% ha meno di dieci dipendenti. A scattare la fotografia è una ricerca dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano, presentata stamani nel capoluogo lombardo.

Da gennaio 2016 a fine dicembre 2019 si sono registrati complessivamente al portale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Anac) 13.479 droni, con un incremento medio annuo del 13%. Il boom di registrazioni si è verificato nel 2018, con oltre 4.200 tra dichiarazioni e autorizzazioni. Il 2019 ha invece riportato una leggera flessione delle iscrizioni, a circa 3.900.

Gran parte delle registrazioni riguarda droni con un peso inferiore a 1 kg (43%) e tra 1 e 5 kg (48%). Solamente il 6% è per droni con peso compreso tra 5 e 10 kg e il restante 3% per quelli sopra i 10 kg. Tra le aziende, il 56% dei droni registrati appartiene a 5 costruttori: DJI con il 47% delle registrazioni totali, Parrot (3%), Yuneec (2,5%), DXdrone (2%) e Italdron (1,5%).

Guardando agli ambiti di utilizzo, la ricerca ha censito 258 progetti di applicazione industriale di droni a livello mondiale, che vanno dalla consegna a domicilio alle ispezioni in ambito industriale, dal soccorso al trasporto di persone.

Tuttavia, solo il 19% è in fase operativa, mentre il 50% sono sperimentazioni, il 12% annunci, il 19% utilizzi una tantum per risolvere esigenze puntuali. La maggior parte dei progetti sono stati attivati in Paesi con una regolamentazione chiara; non a caso il 48% sono in Europa e il 36% in America, mentre sono meno in Asia (9%), Africa (4%) e Oceania (3%).

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